LA CESSIONE DEL QUINTO: DIRITTO O PRIVILEGIO?

In un articolo precedente, abbiamo accennato ad una tipologia particolare di prestito: la c.d. cessione del quinto dello stipendio, una forma di credito prevista per legge ( la quale la configura come un vero diritto cui poter accedere, nei limiti previsti ).

Si tratta di una delle più vecchie e tradizionali forme di finanziamento previste dal nostro ordinamento: proprio così, previste dall’ordinamento, perchè la cessione viene introdotta direttamente da una legge, per favorire un credito agevolato per i dipendenti pubblici e statali: un vero e proprio privilegio loro dedicato.

Si tratta del D.P.R. ( decreto del Presidente della Repubblica ) n. 895 del luglio 1950, che va ad attuare una legge del gennaio dello stesso anno, la n. 180.

Lo Stato cioè, nel 1950, stabiliva termini e modi per una autentica corsia preferenziale del credito a favore dei propri amministrati: ci vollero oltre 50 anni per la ferita aperta nell’accesso a questa tipologia di prestito venisse, in parte sanata.

Solo nel 2005, infatti, con la legge 80 del 14 maggio, venne estesa la possibilità di accedere al prestito anche ai dipendenti di aziende private, ed ai pensionati.

Nasce e si sviluppa una delle principali forme di c.d. prestito garantito, così detto per la presenza della copertura assicurativa Vita ( per la chiusura del debito residuo a favore degli eredi ) ed Impiego ( per questa tipologia specifica di rischio, legata alla perdita del lavoro ).

MA GARANTITO PER CHI, DI FATTO?

La frattura tra tipologie di lavoratori, in realtà, non si è mai sanata: ai dipendenti privati, magari con difficoltà di accesso ad altre forme di credito, venne concessa una adeguata copertura assicurativa ( e di conseguenza una buona percentuale di accesso al prestito ) solo fino alla fine degli anni duemila.

UNA BREVE PRIMAVERA, QUINDI, DI QUALCHE ANNO.

La crisi economica, poi, ha fatto il resto: la profonda sfiducia del mondo bancario nei confronti della congiuntura economica ha inibito gran parte di nuove erogazioni, o di rinnovi, nel settore privato,  con l’aggravante che molti clienti, prima marginalizzati in quanto valutati nello specifico del merito creditizio ( ad esempio, per precedenti disguidi o perchè sovra-indebitati ), hanno finito per essere definitivamente espulsi dal sistema in quanto dipendenti di aziende non ( o non più ) benevise alle compagnie assicurative dedite al collocamento delle coperture Impiego.

INSOMMA, PER I PRIVATI, NON BASTAVA IL RISCHIO DI PERDERE IL LAVORO.

NEL FRATTEMPO, E’ STATA IMPEDITA LORO ANCHE L’UNICA FORMA DI CREDITO DI FACILE ACCESSO DISPONIBILE IN ITALIA.

Il risultato è che il settore pubblico e statale ( ed, in parte, quello dei pensionati ) ha visto riversare su di sè tutte le attenzioni ( e la liquidità ) del mondo bancario e parabancario.

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====>OGGI, PER UNO STATALE, OTTENERE UN PRESTITO GARANTITO A CONDIZIONI ECCELLENTI E' DIVENTATO FACILISSIMO.<=====

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Nello stesso modo in cui per un dipendente del settore privato, falcidiato in questi anni dalla crisi, è diventato proibitivo ( a meno di lavorare per aziende di medio grandi dimensioni, le quali NON costituiscono il tessuto produttivo italiano ).

Quali sono, quindi, i freni inibitori che che limitano l'utilizzo del prestito garantito da parte di molti dipendenti del settore pubblico e statale?

Per incredibile che possa sembrare, un malinteso senso di imbarazzo nel coinvolgere i colleghi delle segreterie amministrative nella richiesta degli allegati previsti dalla legge.

Il Garantito, infatti, prevede l'elaborazione preventiva di alcuni documenti che attestino il regolare stato di servizio del dipendente.

Questa procedura coinvolge, molto rapidamente ed in co- gestione tra banca ed amministrazione, gli uffici del personale degli enti pubblici o ministeriali.

EBBENE, IN ITALIA FAR SAPERE DI VALUTARE LA RICHIESTA DI UN PRESTITO GARANTITO ( DI FATTO, UN VERO E PROPRIO DIRITTO ) PER MOLTI EQUIVALE AD UNA AMMISSIONE DI DEBOLEZZA.

Nella cultura di derivazione contadina di vaste aree del Paese, chiedere ed ottenere un prestito ( specie dalle famigerate banche ) è qualcosa di vagamente disonorevole.

QUALCOSA DA FARE IN SILENZIO, COME NEL CONFESSIONALE DI UNA CHIESA.

LONTANO DA ORECCHIE INDISCRETE.

Ci hanno insegnato a risparmiare, a metter via per momenti meno favorevoli, non ad acquistare oggi programmando i carichi e gli impegni nel tempo.

Anche una certa cultura politica proveniente dagli anno '60, tendenzialmente ostile verso il mondo del credito ( e delle imprese in generale ), associa un malinteso fastidio al ruolo delle banche e degli intermediari finanziari.

===>PER MOLTI ITALIANI, LE BANCHE NON SONO IMPRESE CHE EROGANO UN SERVIZIO.

SERVIZIO PERALTRO NECESSARIO ALL'ECONOMIA ED AI CONSUMI.

PER LORO, LE BANCHE SONO FORME LEGALI DI USURA ( ovviamente in senso generico ed a-tecnico, cioè da un punto di vista morale, o per  meglio dire moralistico ).<===

Le stesse persone che ritengono che le banche dovrebbero concedere il VILE DENARO a tutti, come se fosse un obbligo etico ( ed un diritto di cittadinanza per chi lo riceve ), finiscono per DETESTARE le stesse banche ( e chi vi lavora ) ogni qual volta la concessione ( e le condizioni ) dei prestiti seguono criteri di mera convenienza ed affidabilità per chi eroga, come si conviene ad una impresa.

Siamo cioè molto lontani dal mondo anglosassone, abituato a confrontarsi con l'industria del credito da un punto di vista puramente utilitaristico, senza accezioni di tipo moralistico ma esclusivamente nell'ottica della convenienza e della efficienza degli strumenti a disposizione.

E L'OSSERVAZIONE PIU' DIVERTENTE E' CHE LA CESSIONE ED IL PRESTITO GARANTITO ( per esempio la c.d. DELEGA DI PAGAMENTO ) SONO STRUMENTI CHE ESISTONO SOLO IN ITALIA!

Sconosciuti in altri paesi, proprio perchè nati nell'alveo della ( ri ) costruzione dello Stato unitario nazionale ( e della sua Pubblica Amministrazione ) nel periodo post bellico.

SE DICESSIMO  AD UN POSTINO  DI BOSTON CHE PUO' ACCEDERE AD UN PRESTITO GARANTITO, A TASSI SCONTATI, CON LA SICUREZZA DEL FATTO CHE IL PRESTITO GLI VENGA CONCESSO, QUANTO CI PENSEREBBE SU'?

=====>" Il denaro è molto meglio della povertà, ma solo per motivi finanziari"<====

           Woody Allen 

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